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L'Hotel "Sciaem" era un edificio imponente e sinistro, situato in una città grigia e anonima, dove la pioggia cadeva incessantemente e il vento ululava come un lupo. Era un luogo frequentato da personaggi solitari e inquietanti, ognuno dei quali sembrava nascondere un segreto oscuro. La camera 300 e la camera 301 erano due stanze adiacenti, separate da una sottile parete. Entrambe le camere erano arredate in modo spartano e impersonale, con mobili vecchi e scuri, lenzuola bianche e fredde e un'unica finestra che dava su un cortile interno, altrettanto grigio e anonimo. Un giorno, un uomo di nome Paolo si registrò nella camera 300. Era un uomo sulla quarantina, con un aspetto trasandato e uno sguardo smarrito. Disse di essere uno scrittore in cerca di ispirazione, ma il suo comportamento era strano e nervoso. Paolo passava le sue giornate chiuso in camera, a fissare il muro o a scrivere freneticamente su un quaderno. Non parlava con nessuno e sembrava evitare il contatto con gli altri ospiti dell'hotel. Una notte, Paolo sentì dei rumori provenire dalla camera 301. Sembrava che qualcuno stesse parlando, o forse piangendo. Paolo si avvicinò alla parete e cercò di origliare. Riuscì a sentire delle voci confuse, che parlavano in una lingua sconosciuta. Poi, sentì un grido, un urlo di dolore e di disperazione. Paolo ebbe paura e si allontanò dalla parete. La mattina seguente, Paolo chiese informazioni alla reception. Voleva sapere chi alloggiava nella camera 301. Il receptionist gli rispose che la camera era vuota, che nessuno si era registrato in quella stanza da settimane. Paolo non credette al receptionist. Era sicuro di aver sentito delle voci nella camera 301. Decise di indagare. Cominciò a spiare gli altri ospiti dell'hotel, cercando di capire chi potesse essere coinvolto in quella storia. Notò che alcuni di loro si comportavano in modo strano e sospetto. C'era un uomo con la barba lunga e gli occhiali scuri, che sembrava seguirlo ovunque andasse. C'era una donna con il volto coperto da un velo, che sussurrava parole incomprensibili. C'era un vecchio con una valigia piena di libri antichi, che lo guardava con occhi penetranti. Paolo cominciò a sentirsi perseguitato, spiato, minacciato. Era convinto che qualcuno volesse fargli del male, che qualcuno stesse cercando di farlo impazzire. Una notte, Paolo decise di entrare nella camera 301. Forzò la serratura e si intrufolò nella stanza. La camera era identica alla sua, ma c'era qualcosa di diverso, qualcosa di inquietante. Paolo sentì un brivido lungo la schiena. Si guardò intorno e vide un'ombra muoversi nell'angolo della stanza. Si avvicinò all'ombra e scoprì che era uno specchio. Paolo si guardò nello specchio e vide il suo riflesso. Ma il riflesso non era il suo. Era il riflesso di un altro uomo, un uomo con il suo stesso volto, ma con uno sguardo diverso, uno sguardo malvagio e folle. Paolo capì la verità. La camera 300 e la camera 301 erano la stessa stanza, divisa da uno specchio. E lui era due persone diverse, intrappolate nello stesso corpo, in lotta per il controllo della sua mente. La divisione della camera 300 e 301 era la divisione della sua anima.